HPE GreenLake per modernizzare i data center con il pay-per-use

  • 22 gennaio 2020
HPE GreenLake per modernizzare i data center con il pay-per-use

Gli esperti di macro e micro-economia sono concordi su un punto: la liquidità costituirà la sfida numero uno delle imprese nel prossimo futuro e questo non potrà non avere impatto sulle scelte e gli investimenti dell’ambito informatico.

Se da una parte lo scenario richiede investimenti nella trasformazione digitale e nell’adozione di strumenti collaborativi adatti ad abilitare su più larga scala telelavoro e smartworking, dall’altra si rendono necessarie scelte oculate in termini infrastrutturali per limitare drenaggi di liquidità preziosa. Secondo gli osservatori, l’adozione di servizi cloud vedrà un’accelerazione, ma per trasformare i Capex in Opex questa non è l’unica strada, soprattutto per chi ha fatto la scelta strategica di mantenere il data center oppure per chi, avendo scelto un approccio ibrido, intende usufruire dei vantaggi economici del cloud anche per la componente on premise.

Nell’ambito delle soluzioni predisposte dai vendor per abbattere l’impatto dei Capex nei potenziamenti e nelle manutenzioni evolutive dei data center, HPE GreenLake promette insieme maturità e peculiarità funzionali rispetto ai tradizionali approcci più rigidamente finanziari. Di fatto è un modo per acquisire infrastruttura on premise con modalità simili ai servizi di cloud. Modalità che rende possibile affrontare problematiche di conservazione o migrazione di ambienti legacy, di segregazione e di controllo sui sistemi. Questo senza rinunciare alla flessibilità e al controllo dei costi offerto dalla nuvola, pagando con canoni mensili solo le risorse che si utilizzano.

L’opzione di HPE GreenLake per l’IT on-premise in pay-per-use

GreenLake è il servizio di IT “pay-per-use” di HPE che punta ad assimilare la gestione economica dell’on-premise con quella dei servizi di cloud pubblico. Lanciato due anni fa da HPE con l’aiuto dei partner è un salto di qualità rispetto alle formule commerciali precedenti, grazie alla tecnologia di gestione delle risorse e dei costi di Cloud Cruiser, società acquisita da HPE nel novembre 2018 le cui tecnologie sono alla base del tool di Consumption Analytics.

GreenLake consente di utilizzare infrastrutture server, storage e di rete on-premise, in pay-per-use, e rispondere quindi alle esigenze delle imprese che per motivi di continuità con scelte infrastrutturali del passato, esigenze normative o di convenienza economica preferiscono avere l’IT sotto il proprio controllo, senza investimenti in conto capitale, ma in logica Opex.

Dalle opzioni iniziali pay-per-use per backup, database e Flex Capacity per l’hardware integrate con servizi complementari realizzati dai partner, il servizio HPE si è arricchito nel dicembre scorso di GreenLake Central per la centralizzazione della gestione delle applicazioni e dei dati aziendali negli ambienti ibridi; dal marzo scorso anche dei tool 5G per il mercato delle telco. Nel keynote dell’ultimo Discover More Munich del dicembre scorso, il presidente e CEO di HPE Antonio Neri non ha esitato a definire GreenLake una componente chiave dell’attuale strategia per rendere disponibile in modalità as-a-service entro il 2022 l’intero portafoglio di soluzioni, dall’edge al cloud.

Le prospettive di GreenLake in Italia

In poco più di due anni i servizi GreenLake si sono affermati, in particolare negli USA, per ottenere scalabilità e controllo negli ambienti data center on premise e ibridi. “È un servizio che stiamo spingendo anche in Italia su varie tipologie di clienti finali e service provider”, spiega Paolo Delgrosso, Channel, Alliance OEM & SP Sales Director di HPE –. E’ un vero pay-per-use che non ha nulla a che vedere con gli approcci di finanziamento, perché mette a disposizioni risorse extra, parti d’infrastruttura che il cliente ha a disposizione e che paga solo se usa”. Una sorta di “buffer” da cui l’azienda può attingere risorse nei picchi della domanda, senza i costi dell’overprovisioning e i tempi necessari per far approvare un upgrade, installarlo e metterlo in produzione.

Tra i clienti italiani GreenLake c’è Yoox, “che ha sfruttato la flessibilità della nostra formula per reggere l’impatto del black friday nello scorso anno”. Secondo Delgrosso, GreenLake è oggi molto apprezzato da CEO, CIO e CFO, utilizzato nei settori automobilistico, petrolifero, finance e assicurazioni sia per le esigenze infrastrutturali comuni sia per l’hi-performance computing, nell’ambito dei sistemi di simulazione e risk analysis.

L’impegno di Project Informatica per portare GreenLake nelle PMI

Tra gli atout offerti da GreenLake c’è la promessa di ridurre costi e rischi degli aggiornamenti IT nelle imprese, PMI per prime, che oggi hanno poca liquidità. Ne è convinto Gianluca Giacchetta, responsabile marketing di Project Informatica, system integrator impegnato con GreenLake sul mercato italiano: “Una modalità che sta iniziando ora ad avere riscontro in Italia. Da un lato per via dell’orientamento agli investimenti in conto capitale da parte dei decisori, e dall’altro per le disposizioni governative a sostegno dell’Industria 4.0, che sostengono i Capex, trascurando il valore dei servizi per la modernizzazione dell’impresa”.

I servizi di GreenLake indirizzano l’esigenza, diffusa in Italia, di utilizzare applicazioni esistenti non progettate per il cloud e che, portate in cloud, comporterebbero costi più alti rispetto alla conduzione on-premise. “Lo stanno sperimentando molte realtà approdate al cloud con sistemi legacy o con ambienti ibridi – continua Giacchetta -. Quando tornerà in primo piano l’esigenza di modernizzare i data center per renderli più agili ed efficienti. Grazie alle dinamiche di GreenLake sarà possibile realizzare questi investimenti in modalità pay-per-use, garantendo al cliente un’infrastruttura che risponda alle sue esigenze attuali, e che al contempo gli consenta di usufruire rapidamente di risorse aggiuntive presenti nel suo ‘buffer’ in caso di necessità improvvise, pagandole a consumo senza acquisirle preventivamente”

La promessa di HPE è sviluppare con i top partner di canale, i Platinum come Project Informatica, nuove soluzioni in modalità as-a-service, come avviene nel mondo dei servizi cloud. Il partner certificato può “vestire” GreenLake sul fronte dei servizi di manutenzione, d’installazione degli apparati e quant’altro necessario al cliente, offrendo la garanzia di HPE sugli SLA contrattualmente fissati.

GreenLake è rivolto ad aziende enterprise e PMI che vogliono modificare i flussi di cassa, migliorare la business agility, abbattendo i costi dell’overprovisoning delle infrastrutture. “Pensiamo che i servizi GreenLake siano in linea con le esigenze della media azienda italiana – precisa Giacchetta –, anche se l’acquisizione d’infrastrutture in pay-per-use, in particolare nelle PMI, è ancora un approccio poco diffuso e che necessita di evangelizzazione”, precisa Giacchetta.

Le novità di GreenLake

HPE ha creato il servizio GreenLake for VDI: una soluzione di virtual desktop as-a-service per supportare le aziende che abilitano i propri dipendenti al telelavoro e allo smartworking. “È una soluzione pensata in Italia a misura delle aziende italiane – spiega Delgrosso -, nata mettendo insieme servizi che di solito offriamo con contratti di medio e lungo termine. Lo facciamo con canoni mensili e add-on a prezzo bloccato per 36 mesi”.

Nei prossimi mesi HPE prevede di abilitare un nuovo portale informativo per i clienti che mette a disposizione i dati su quanta infrastruttura si sta utilizzando, su performance e costi. “La nuova dashboard di GreenLake consentirà analisi accurate per prendere decisioni migliori nel campo dei servizi IT – precisa Delgrosso -. Darà inoltre supporto alle tematiche oggi cruciali della security e della compliance normativa, verificando che applicazioni e dati aziendali che risiedono su infrastrutture diverse [in on premise con GreenLake e in cloud, ndr] operino con minore rischio e nel rispetto delle regole”, conclude Delgrosso.

 

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